Come fare beneficenza. Riservatezza violata e petulanza



Beneficenza, come farla mantenendo il segreto ed evitando petulanza e furberiecome fare beneficenza

Preoccuparsi di come fare beneficenza è nobile cosa, ma capita che ci si dimentichi di una sua caratteristica fondamentale: il segreto. Che il bene vada fatto con riservatezza è un concetto che tutti ribadiscono ma nessuno rispetta. Da un parte c’è chi dona facendo attenzione a porsi bene in vista, preoccupandosi pure di giustificarsi qualora sorga un dubbio sul proprio operato. Dall’altra, una folla di guardoni, con l’occhio ben puntato sui cosiddetti benestanti, a controllare che non sfuggano al sacrosanto dovere della beneficenza.
Le persone note, poi, non hanno tregua. Gossip, riviste patinate, salotti televisivi, in agguato sta sempre la solita domanda: “Tu cosa fai per le persone meno fortunate?”. Bene, in questo caso, la risposta dovrebbe essere: “Fatti gli affari tuoi”.
La beneficenza non è una questione di portafoglio, ma di come ci si sente. Donare agli altri è una predisposizione che con la ricchezza non c’entra nulla. E, soprattutto, una scelta personale.

COME FARE BENEFICENZA – ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA
Le associazioni no profit è chiaro che cerchino la raccolta fondi, altrimenti non avrebbero ragione di esistere, tutte per scopi irreprensibili. Giusto affiggere manifesti, distribuire volantini, mettere il banchetto in piazza con i gerani in vendita. Il problema sorge quando qualcuno dimentica la discrezione. Ed ecco volenterosi operatori che non si fanno scrupolo di fermare i passanti, domandando esplicitamente di tirare fuori soldi per la giusta causa: questo non andrebbe mai fatto ed è quanto di più meschino, poiché si va a far leva sulla coscienza senza conoscere affatto la situazione in cui si trova la persona interpellata.
Lo stesso discorso vale per chi telefona alle attività commerciali, con la voce seriosa e intrisa di pietà, che si capisca che loro chiamano per cose serie. Di fatto, si comportano come i call center, ma la beneficenza non si chiede in maniera diretta. Di conseguenza, attaccare il telefono senza esitazioni è la scelta migliore.

COME FARE BENEFICENZA – OCCHIO ALLE TRUFFE
Naturalmente, non può mancare l’escamotage della beneficenza per mettere in tasca un po’ di quattrini con imbrogli vari; si tratta dei classici venditori di quadretti, penne biro o altri oggetti (tutti decisamente brutti), che ognuno di noi ha incontrato almeno una volta davanti a un supermercato. Ti agganciano con un gran sorriso e domandano se si hanno pregiudizi nei confronti di chi ha avuto problemi di droga o simili, esponendo il curioso collegamento per cui chi detti pregiudizi non li ha dovrebbe acquistare un oggetto. Il quale è in realtà fabbricato da aziende più o meno ambigue che trovano in questo modo la maniera di arrotondare.
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On line si trovano addirittura annunci di lavoro con la richiesta di operatori per ente benefico. M a un ente benefico in quanto tale non può che essere costituito da volontari, intenzionati appunto a fare del bene e non a trovare un’occupazione.
Chi pensa a come fare beneficenza senza farsi imbrogliare dovrebbe innanzitutto ricordarsi che le donazione vera vive nel silenzio. tutto il resto è un modo come un altro per far entrare denaro in qualche tasca non ben precisata.

Elisa Rolfo

COSE ASSURDE MA VERE

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Come fare beneficenza. Riservatezza violata e petulanza
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Come fare beneficenza. Riservatezza violata e petulanza
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La beneficenza andrebbe fatta con riservatezza, ma accade tutt'altro.
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