Cultura ecclesiastica in Italia: assurdità e paradossi

La cultura in Italia ha subito diversi danni a causa dell’influenza ecclesiasticacultura ecclesiastica in italia

L’influenza della cultura ecclesiastica in Italia è decisamente e volutamente troppa. Non dovrebbe riguardare altro che l’interiorità dei credenti e a questi dovrebbe rivolgersi nelle sedi opportune e dedicate, col necessario riserbo. Poi, ci sta pure l’aprirsi verso l’esterno, la libertà di espressione e comunicazione non va negata a nessuno. Ma qui troviamo membri del clero che si infilano ovunque, parlano in tv, la loro opinione risuona sempre in troppi contesti che dovrebbero essere laici. 

Il concetto base da cui è partita la rivoluzione di Cristo, l’essere tutti uguali, non poteva essere accettato. Ma a un certo punto della Storia si è capito che il personaggio era troppo carismatico per attaccarlo e che sarebbe stato molto più efficace stravolgerne la figura per poi esaltarla. La cultura ecclesiastica in Italia è riuscita a portare in una dimensione chiusa e conservatrice un messaggio che apriva alla massima libertà dell’individuo. Vivere in una dimensione di amore gli uni verso gli altri è infatti l’unica maniera di realizzare un progetto utopico: l’anarchia. E se si leggono bene le parabole, senza ascoltarne i travisamenti più o meno abili dei preti, quelli che vengono fuori sono i valori anarchici. Chi è senza peccato scagli la prima pietra è l’esempio più forte.

La Madonna è forse la figura più sbalorditiva che entra in gioco. Esaltare la verginità della donna al punto di farla addirittura concepire senza atto sessuale è, oltre che il massimo del ridicolo, il peggio del sessismo. La sacralità della famiglia, così come viene decantata, serve a creare nuclei chiusi su cui si possa esercitare meglio il controllo. L’organizzazione comunitaria voluta da Gesù, basata sull’unione che fa la forza, sarebbe decisamente più complessa e pericolosa.

Per lo stesso motivo la cultura ecclesiastica in Italia ha portato avanti valori come l’umiltà, il non voler emergere, lo stare a testa bassa, portando anche la società laica a considerare giuste queste attitudini. L’umiltà è solo un lato del carattere, la si ha oppure no, può piacere o meno, ma non è affatto un obbligo. Chiunque è libero di credersi chi diavolo vuole, purché non infastidisca gli altri. Ma il clero è interessato a mantenere privilegi e potere, per cui ha bisogno che la massa stia buona e non alzi lo sguardo; far passare tutto questo come una virtù facilita il compito. E allora tutti a chinare il capo in chiesa, un gesto naturale ormai, al pari di soffiarsi il naso. Un gesto che tutti compiamo senza capirne il significato.
Un altro valore ridicolo messo in campo è la povertà, ed è facile capire il perché: i poveri non disturbano, devono pensare a mangiare e poi a tutto il resto. Eppure da sempre si va tutti a messa, a esaltare i pezzenti, col vestito buono.

La cultura ecclesiastica in Italia ha contribuito non poco ad alzare il livello di ignoranza e a soffocare qualsiasi forma di buonsenso. Per fortuna, scrivere per il web aiuta a staccarsi dagli stereotipi.

Elisa Rolfo

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Cultura ecclesiastica in Italia: assurdità e paradossi
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Cultura ecclesiastica in Italia: assurdità e paradossi
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Le assurdità della cultura ecclesiastica in Italia
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