Donna morta di freddo a Moncalieri, Torino. Il problema non sono le aree dismesse

Una donna è stata trovata morta a causa di un edema polmonare aggravato dal freddo in una fabbrica abbandonata a Moncalieri, Torino

donna-morta-di-freddo-moncalieriDonna morta di freddo a Moncalieri, provincia di Torino. E’ stata trovata priva di vita all’interno di una fabbrica dismessa che utilizzava come casa. Causa del decesso è probabilmente un edema polmonare, tuttavia viene meglio intitolare “donna morta di freddo” per ottenere il giusto effetto. Quando si tratta di scrivere per il web, invece, si applica ai casi mediatici la cosiddetta “lettura con la lente”.

Curioso come viene descritto l’evento:

Donna morta di freddo a Moncalieri, all’interno di un edificio abbandonato. Un fatto triste che ha riacceso nuovamente le polemiche sullo stato di abbandono che colpisce diverse zone della città, a causa dal gran numero di stabilimenti dismessi, diventati rifugio di disperati.

Ovvero, sembra che il problema stia nella presenza di edifici abbandonati, che certo non fanno bella figura, ma non sono la causa dell’esistenza dei senzatetto. Anche senza luoghi dismessi, i “disperati” ci sarebbero comunque e dovrebbero trovarsi un posto dove stare, che sia sotto a un ponte o in un rudere.

Così si prosegue:

Dunque una morte evitabile, che alza l’allarme su quanti altri senza fissa dimora rischino la salute vivendo dentro i capannoni degradati in città.
Spesso i luoghi abbandonati diventano l’unica destinazione di storie simili ed ecco perché tutta la città auspica la riqualificazione delle zone abbandonate. N.B. La ripetizione abbandonati-abbandonate nella medesima frase è lasciata così come compare nell’articolo e non è opera mia-

Certo, ma i senza fissa dimora, se la dimora non l’hanno, rischiano la salute comunque, dentro un capannone degradato o da un’altra parte. Se riqualifichi il capannone non hai risolto nulla, perché se i soldi per pagarsi un’abitazione non ci sono, questi si cercheranno un altro posto altrettanto inidoneo; certamente non andranno a dormire tra gli scaffali del Carrefour.

Né la donna morta di freddo a MoncaIieri, né i barboni non sono tutti scemi, e a un posto all’addiaccio preferirebbero senz’altro un dormitorio pubblico, se si potesse usufruirne senza il rischio concreto di uscirne stuprata o con un orecchio tagliato. Eppure mai si pone il problema di capire cosa diavolo succede nei dormitori che sembrano essere gironi infernali, e perché succede, e magari come fare per evitarlo. L’alone di mafioso mistero che circonda questi luoghi è impenetrabile.

Naturalmente, non può mancare la polemica politica:

Questa maggioranza non vuole raccogliere l’invito ad effettuare una revisione del piano regolatore che punti a risolvere il dramma delle aziende dismesse, mettendo in salvaguardia il territorio.

Qui si pone un altro problema fondamentale, la “salvaguardia del territorio”, ovvero che la gente perbene mentre fa i suoi giri non si imbatta casualmente in una morta di freddo. Si può andare a trapassare in aperta campagna, o sul “territorio” di qualcun altro.

Moncalieri non è un caso isolato, queste perle di intelligenza si leggono spesso nei mesi invernali, ogni volta che qualcuno in qualsiasi città ci lascia la pelle. Si ripete la cantilena che per evitare queste tragedie bisogna valorizzare le aree dismesse. Peccato che per ogni area valorizzata se ne avrà sempre un’altra dismessa dove chi non ha casa, proprio come la donna morta di freddo, cercherà rifugio. Il problema si sposterà un po’ più in là.

E quando tutte le aree saranno riqualificate, per morire di freddo dove diavolo si potrà andare?

Elisa Rolfo

 

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Donna morta di freddo a Moncalieri, Torino. Il problema non sono le aree dismesse
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Donna morta di freddo a Moncalieri, Torino. Il problema non sono le aree dismesse
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Pensano che la soluzione al problema dei senzatetto sia valorizzare le zone in stato di abbandono
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