Abilitazione all’insegnamento: come si fa a darla a certa gente?

abilitazione all'insegnamentoOsservando taluni che praticano l’insegnamento ci si chiede come abbiano ottenuto l’abilitazione

abilitazione all’insegnamento
Il ruolo degli insegnanti, in particolare quelli dei due primi cicli scolastici, è decisamente sottovalutato, se si pensa che il livello disastroso di cultura e buonsenso della popolazione è risolvibile ormai soltanto partendo dalle basi, ovvero formando i bambini. abilitazione all’insegnamento

Riguardo al mondo della scuola si sentono in genere lamenti su svariate questioni di professori e maestri da una parte, e inviti a tacere dalla parte di quelli che svolgono professioni molto più usuranti e accusano i docenti di godere di troppi privilegi. In effetti gli orari sono ridotti, le ferie lunghissime e le tutele enormi. Possono permettersi di ammalarsi, riprodursi, assistere figli e anziani senza nessun problema, oltre a disporre di un sacco di tempo libero per coltivare interessi o carriere (si pensi a quanti scrittori e intellettuali arrivano dall’insegnamento). Ma riguardo a questa questione c’è poco da parlare: se la possibilità esiste, chi può fa benissimo a sfruttarla e tutti i rosiconi potevano benissimo tentare pure loro quella professione. abilitazione all’insegnamento

Teniamo presente anche che è diventato faticoso avere a che fare con certi genitori, che se in passato erano mosche bianche, oggi sono all’ordine del giorno. Districarsi tra ragazzini incapaci di mettere un piede davanti all’altro e parenti che li imboccano è decisamente stressante. Le famiglie che contrastano i docenti inoltre provocano un bel danno al sistema scolastico, poiché ne mettono in dubbio uno dei pilastri, ossia l’educazione. Ed è proprio educare uno dei compiti di chi ottiene l’abilitazione all’insegnamento.

Ora, però proviamo a porci dall’altra parte della barricata, per una volta nei panni dei genitori che affidano i propri figli agli insegnanti. Anzitutto, chi lavora nella scuola è un dipendente pubblico che si trova in una situazione di sicurezza economica e di vita. Bene, questa andrebbe  meritata. Quindi presumiamo che le selezioni per l’abilitazione all’insegnamento siano severe e che chi le supera possegga un’intelligenza superiore alla media, non solo dal punto di vista della conoscenza, ma anche da quello, altrettanto importante, del buonsenso e del comportamento. abilitazione all’insegnamento

È sempre così? Il corpo docente è davvero composto, nel suo complesso, da persone intelligenti?. Non sempre, gli elementi marci sono presenti eccome in questa categoria, dove proprio non dovrebbero stare. Se ne vedono non pochi, del resto questo articolo, così come tutti quelli presenti in questo sito, nasce dall’osservazione diretta. Vediamo quali sono le principali caratteristiche sbagliate che si trovano tra gli insegnanti, e che portano all’abbassamento del livello culturale, nonché alla svalutazione della professione per tutti gli altri che, invece lavorano bene. abilitazione all’insegnamento

SUPPONENZA
Si pongono ostentando superiorità e si rivolgono con arroganza alle altre categorie, con esigenze e pretese. Tutti devono essere a disposizione, non importa se lavorano dieci ore al giorno contro le loro tre o quattro.

SVAMPITEZZA
Alcuni sono decisamente svampiti. Dimenticano le cose, non rispettano scadenze e orari, non sono assolutamente in grado di risolvere problemi. Vivono nella loro bolla di sapone lontano dai guai e non sanno affrontare la vita.

SUPERFICIALITA’
Dai discorsi emerge un’incapacità di analisi su diverse questioni. Parlano di politica, cronaca, attualità utilizzando frasi fatte, per sentito dire, senza essere in grado di argomentare, sulla base di quello che hanno letto sui quotidiani o sentito in tv. Ci sono insegnanti che adottano libri di testo senza verificare che siano attualmente in commercio, o peggio, senza assicurarsi della loro stessa esistenza in vendita.

INFANTILISMO
Questo aspetto emerge soprattutto dai social. Gli insegnanti che si impegnano in litigate virtuali sui gruppi di Facebook sono all’ordine del giorno, non parliamo poi di quelli che vanno sulle pagine dei personaggi famosi a contestare dichiarazioni o accadimenti. Atteggiamenti infantili si riscontrano anche nella vita reale, esternati in veri e propri capricci quando le cose non vanno esattamente come da pretese. abilitazione all’insegnamento

PETULANZA
Pettegolezzi, crocchi – quasi sempre di donne – che anno squadra contro la collega colpevole di non amalgamarsi. Convinzione di essere nel giusto e di conoscere mentre si sparano enormi sciocchezze.

Tali aspetti elencati costituiscono certamente un problema, dal momento che chi ottiene l’abilitazione all’insegnamento non dovrebbe limitarsi a inculcare nozioni, ma assolvere anche al ruolo di educatore. Di fronte alla personalità di alcuni ci si chiede, dunque, non solo come possano educare, ma, soprattutto, in quale modo siano entrati nella scuola. I difetti possono difatti essere risolvibili solo in origine, al momento delle selezioni, scartando gli elementi inidonei.

Non si capisce inoltre come mai vi sono buoni insegnanti che vengono perseguiti per sciocchezze (vedi il caso del professore che ha rischiato di perdere il posto poiché aveva omesso di dichiarare un precedente penale ridicolo, oppure docenti donne che vengono criticate per il loro modo di vestire), mentre una quantità di teste bacate ricopre un ruolo così delicato senza possedere la minima nozione di buonsenso. abilitazione all’insegnamento

Elisa Rolfo

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