Scontri G7 Torino, ecco cosa rende la situazione comica

scontri G7 Torino
Scontri a Torino per il G7: come al solito ci si è menati tra poveri
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Era nell’aria già giovedì sera, il clima da scontri al G7 di Torino, con gruppi di poliziotti per le vie del centro, assetto antisommossa e facce da coprifuoco stile Seconda Guerra Mondiale. Fortunatamente a Torino molta gente continuava beata a godere dell’aperitivo e della birretta, tra i tavolini all’aperto di queste serate ancora dolci. Perché poi, chi sopporta questi grandi eventi sono le persone comuni, espropriate della città, delle abitudini e delle strade, per fare posto a qualcuno di più importante.
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Il pensiero corre inevitabilmente alle chiacchiere da bar. In tempi morti, inneggiano tutti alla rivoluzione, auspicando che a farla siano altri, proprio quegli antagonisti che “eccome se ci vorrebbero”, eroi capaci di salvarli dalle tasse, dalla burocrazia, dalle buche sull’asfalto. Poi, quando i casini accadono davvero, ecco il voltagabbana: ora c’è pericolo e allora pugno di ferro contro i disturbatori della quiete, che “sono capaci solo a fare danni, ma lavorare mai”, grugniscono ben accomodati al tavolino col fiato alcolico già alle nove di mattina.
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I cortei, che siano pacifisti o spacconi, in ogni caso si fanno sentire solo da chi si trova con la giornata ingolfata, non di certo da coloro a cui si rivolgono, ai quali non può fregare di meno e stanno a godersi la suite e le cene di chef stellati, che tanto se brucia qualche auto non sarà la loro. Il G7 a Torino ha fatto abbassare le serrande a chi non sa come pagare le tasse a quelli che se ne stavano comodi nella Reggia, sicuri che nessuno avrebbe torto loro un capello.
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Al solito, gli anarchici e gli antagonisti dimostrano poca intelligenza strategica e, soprattutto, nessuna modernità: pare che non si siano accorti che esiste la tecnologia e quanto può essere potente, e continuano imperterriti a utilizzare metodi degli anni Settata. Preferiscono menarsi con i poliziotti, che a loro volta fremono per spaccare qualche testa, così che ci si esalta vicendevolmente nella guerra tra poveri.
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Alla fine, aspettiamoci comunicati da ambo le parti: quelli esaltati (e incomprensibili al lettore medio) dei centri sociali e di risposta quelli della questura, che proclamerà l’efficienza del sistema. Quindi, chi ha vinto il G7 di Torino? scontri G7 Torino

Elisa Rolfo

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