Voglio morire: cercasi consigli per suicidio facile on line

voglio morire Voglio morire Il suicidio assistito on line è al momento l’ultima moda, ma la tendenza a rivolgersi a internet per cercare aiuto su come farla finita è un fenomeno esistente da anni, per lo meno databile agli inizi del web 2.0, da quando è possibile utilizzare la rete sempre più come interazione, oltre che per ricerca di informazioni. Yahoo Answers, blog e forum sono zeppi di richieste consigli sulla morte fai da te, preferibilmente senza dover tirare fuori troppo coraggio o patire dolore. C’è anche chi racconta di averci provato più volte, preoccupandosi pure di specificare di aver fallito. Il sistema più gettonato è il mix di alcol e psicofarmaci e/o analgesici, pare si venga trasportati nell’aldilà dolcemente e con una certa dose di sballo che non guasta, inoltre non sono difficili da procurare. voglio morire

voglio morire Tra coloro che desiderano lasciare questo mondo, si trova un buon numero di adolescenti, o comunque giovanissimi. Non sempre la causa principale, in questi casi, sta nel bullismo, che oggi è decisamente più combattuto di un tempo. Il problema sta nel non inserirsi in alcun gruppo. Se si ha una testa diversa, non si ragiona o ci si veste come gli altri, non si ride di sciocchezze e non ci si perde dietro a certe vetrine, insomma, se non si è dei coglioni, ci si trova tagliati fuori. Magari non maltrattati, ma fuori. Si fa da tappezzeria, circondati da coetanei che fanno discorsi di cui non si comprende l’interesse, e non si trova nessuno con cui condividere interessi veri. La soluzione sta nell’avere tanta pazienza, saper stare da soli e, soprattutto, non smettere di cercare le persone giuste. Non è per niente facile, anche se oggi i ragazzi hanno un alleato che prima mancava: il web, appunto. Ovvio bisogna sapersene servire nel giusto modo, ma se lo si usa bene può portare alla conoscenza di qualcuno di affine; anche se distante, rimane una boccata d’ossigeno e un distacco importante dai branchi di pecore quotidiani. voglio morire

Troviamo poi la categoria dei trenta-quarantenni. Qui le storie sono incredibilmente simili: chi si è fatto un gran culo per tutta la vita, a partire dall’ingresso alle elementari, si ritrova con un pugno di mosche, senza lavoro o con un lavoro che è una condanna, dove si viene umiliati e il capo vale la metà del sottoposto, almeno così dicono (ma probabile che sia vero). voglio morire
La causa è dovuta spesso alla famiglia di origine. Può essere indiretta, nel caso in cui si nasca con un cognome che non conta, in una famiglia non “bene”, non infilata o in rapporti di amicizia con qualcuno infilato a sua volta: qualsiasi ambizione si tenti di portare avanti, ci si trova davanti un muro contro cui si può solo sbattere la testa. Ma la famiglia può anche agire direttamente alla rovina: se ci sono genitori depressi o ansiosi che impediscono le giuste esperienze, generano paure, oppure sono violenti, ecco che tutto si ritorce e si trasforma in tunnel nel momento in cui la spinta della prima giovinezza comincia a perdere forza. Il risultato è ritrovarsi tra le sabbie mobili di una vita banale e senza prospettive. voglio morire
Sembra semplice ma è impossibile: se tutti questi disperati unissero le forze per cercare una soluzione, probabile che si troverebbe, e anche in fretta. Eppure, riesce più facile confrontarsi sul metodo migliore per morire. E le pecore nere che ci provano, si scontrano con una pigrizia tale che se pure non ci si voleva ammazzare, viene voglia di farlo. voglio morire

Su quelli, anzi diciamo pure su quelle, che vorrebbero morire per amore sorvoliamo in fretta, che tanto alle ragazzine poi passa, e se non sono più ragazzine viene da dire beate loro: non hanno mai provato i regalini della vita. Certo, l’amore a volte si radica tra le cellule peggio di un cancro, ma a differenza di questo è bombardabile, con la giusta esperienza, con sistemi più leggeri della chemio. Peggio, ma tanto peggio, è l’odio: nulla fa impazzire ed è incurabile quanto la sete di vendetta non soddisfatta. Ed è uno dei dogmi degli aspiranti suicidi: prima di farla finita voglio regolare i conti. voglio morire

Qualcuno verrebbe da maltrattarlo, dal momento che in effetti talvolta manca l’elemento portante della disgrazia, quella che dà il diritto di considerarsi sfortunati. Casa, lavoro, salute: chi li possiede e vuole uccidersi provoca le ire di coloro che vorrebbero vivere e vengono quotidianamente ammazzati dal destino. Eppure, non è da sottovalutare la sfiga. Magari non hai grandi sfortune e non ti senti in diritto di lamentarti. Ma tante sfighe, anche piccole, quotidiane, estenuanti, ripetute, portano al crollo nervoso. Si prega per avere pace, ma nulla, non solo non ne va bene una, interviene pure il caso a rovinare i piani e impedire qualsiasi progetto. Si lavora ed è come non averlo fatto; ed è pur vero che ci sono situazioni peggiori, bisogna però considerare che chi non ha ottenuto un fico secco dalla vita, ma non ha fatto altro che ciondolare ed essere scarso, si trova in un prospetto ben diverso da chi si è impegnato tanto per ottenere poco. Se si mettono sulla bilancia la fatica e il risultato, l’ago pende dalla parte sbagliata. voglio morire

È chiaro, la maggior parte di chi cerca consigli su come suicidarsi su internet non ha realmente intenzione di farlo. Più che altro vuole attenzioni, lo sfogo, vuole che il mondo sappia quanto sta male e quanto la sua vita faccia schifo. Spesso basta quello, il web a volte è come il lettino dell’analista. In verità qualcuno prova anche a organizzarsi: passiamo la notte insieme in chat e ci suicidiamo in contemporanea con reciproca assistenza, non risulta però che nessuno l’abbia mai portato a termine. Resta il fatto che le menti malate con intenzioni pericolose trovino in questo desiderio di morte collettivo un bel concime per la loro semina. voglio morire

Elisa Rolfo

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