La felicità perfetta – Il nuovo romanzo di Elisa Rolfo

La felicità è per pochi. Quella perfetta non esiste. O forse sì? Il mio nuovo romanzo in anteprima al Salone del Libro di Torino – Edizioni Leucotea, padiglione 1, stand B68

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Nel mondo ci sono le persone che contano e i perdenti. Sembrerebbe facile decidere da che parte si trova Alice: la gente la considera una ritardata, è sgraziata, imbarazzante e i ragazzini le appiccicano le gomme da masticare sui capelli. Ha il vizio di origliare le conversazioni altrui e l’unico suo interesse è il disegno. È grazie a questa passione che conosce il mondo culturale torinese, intorno a cui gravitano artisti pieni di sé e politici arrivisti. Lei non conta niente, ma le cose possono anche cambiare e le prospettive ribaltarsi. Alice ha un segreto che può aprirle la strada per la felicità perfetta. Riuscirà a raggiungerla?

Ho scritto il mio secondo romanzo ispirandomi a esperienze vissute e conoscenze reali. Al contrario del mio romanzo d’esordio, Displaced, dove tutto è opera di fantasia, La felicità perfetta è saldamente ancorato alla realtà, tanto che ho voluto ambientarlo nella città che conosco meglio, Torino.

L’emarginazione e il disagio sociale sono narrati dal punto di vista di chi li vive in prima persona. Un’umanità variegata, a metà tra i cosiddetti “matti” e i “normali”; persone di fatto abili a ogni attività, ma per qualche motivo incapaci di adeguarsi al resto del mondo. Soprattutto, disinteressati: ai miei personaggi non importa di inserirsi in società, vogliono solo starsene in pace, lasciarsi vivere senza sforzarsi di ottenere alcun risultato.
Forse hanno compreso più degli altri: in un sistema privo di possibilità di riscatto il menefreghismo è una forma di intelligenza superiore. Chi nasce tra i perdenti è destinato a rimanerci, ogni paventata opportunità altro non è che una presa in giro, e chi ci crede è un idiota.

Ma i vincenti devono fare attenzione, perché quando gli sfigati si stancano può accadere l’irreparabile: mai esagerare, mai sfidare troppo chi non ha nulla da perdere. La protagonista, Alice, in maniera del tutto casuale rischierà di far saltare personaggi al cui confronto è nulla. Alice non crede al riscatto, si lascia trasportare dagli eventi per vedere come andrà a finire, non si piega all’illusione. Questo è il suo più grande limite, ma anche la sua forza.

Ho trattato a margine la corruzione del mondo culturale, inserendo nella storia individui senza scrupoli né competenze, che popolano il sottobosco politico di ogni città. Contro questo mondo tutti si scontrano, i normali e i matti, gli ambiziosi e i rassegnati. C’è chi prova a entrarci, chi vuole solo scappare. Chi reagisce e chi resta deluso. Qualcuno persevera, altri si illudono. E Torino sta lì, con la sua bellezza e la sua crudeltà, a fare da cornice, imparziale solo per finta.

 

 

 

ESTRATTI DAL ROMANZO

Non è mai stata tanto stupida, Alice, da pensare che davvero qualcuno possa cambiarci la vita. Qualcuno così generoso da regalare un’opportunità. Ma per una volta ha voluto provare ad afferrare un’occasione. Un’opportunità non cercata, capitata per caso, come quando si trova un quadrifoglio e lo si raccoglie fingendo che porti fortuna. Avrebbe assaporato come si sta tra i vincenti, prima che tutto tonasse uguale. Non le interessava più sperare nel riscatto, nel cambiamento, nell’ “Arriverà il giorno che vedranno chi sono”. Torna tutto come prima, sempre. E invece era capitato, ci era caduta. In piedi, per fortuna, una piccola parte di coscienza non l’aveva mai abbandonata. Forse si sono dimenticati di lei. In fondo è ciò che vuole. Si può pensare per un istante alla rivincita, all’uscita dall’anonimato, a ottenere la stima di qualcuno. Ma poi, il vero desiderio resta sempre quello, essere dimenticata, non vista, non dover sopportare nessuno. E avere finalmente pace.

Non ha più sonno, si butta il giaccone sopra il pigiama fa piano per non svegliare Martina nella stanza accanto. Ha voglia di sentire la notte addosso, di buio che avvolge. Accende una sigaretta, aspira fumo e aria gelata; le montagne non si vedono, ma sa che ci sono. Non puoi vincere contro quello che è più forte. Uno scalpiccio rompe il silenzio, poi un’umbra si delinea, poco lontano. Lo riconosce, è il pazzo di stamattina. Si ferma. «Hai da fumare, bella ragazza?». Deve avere sui settant’anni, ma è impossibile definirne l’età esatta. Apre il pacchetto, lo fa accendere, eccoli lì, due pazzi nella notte, come nei film dell’orrore, troppo ridicoli per fare paura.
«Cosa fai qui fuori a quest’ora?».
«E tu, allora?».
«Io non dormo la notte, sono un pipistrello», sbatte le braccia nell’imitazione del volo, scopre un sorriso marcio.
«Non dormivo, pensavo».
«A cosa pensavi, bella ragazza?».
«Ai sogni. I sogni che si sono persi».
«Allora quelli sono pure i sogni miei».
«E perché?».
«Perché i sogni perduti appartengono a tutti».
Il matto la saluta con la mano e se ne va per la sua strada, nel buio.

La felicità perfetta sarà in anteprima al Salone del Libro di Torino, presso lo stand dell’editore Leucotea.

Elisa Rolfo

 

 

 

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La felicità perfetta - Il nuovo romanzo di Elisa Rolfo
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La felicità perfetta - Il nuovo romanzo di Elisa Rolfo
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Temi principali ed estratti del nuovo romanzo di Elisa Rolfo, "La felicità perfetta", presente al Salone del Libro di Torino
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