Magistratura italiana. Quello che non sappiamo sul potere nascosto

Il potere della magistratura italiana è tanto grande quanto sconosciutomagistratura italiana

 

Magistratura italiana e potere costituiscono un binomio difficilissimo da esporre e comprendere a fondo. Per parlare della magistratura italiana non è certo sufficiente un post, forse neppure con un trattato. È questo un universo sconosciuto e nascosto, che la maggior parte dei cittadini non è in grado di affrontare con i propri mezzi, il che fa sì che ciascuno di noi sia esposto quotidianamente a rischi non immaginabili. Su questo sito proveremo ad analizzare diversi argomenti inerenti al tema, di modo da auspicare un quadro informativo in continua evoluzione, a seconda degli episodi e quesiti che si presenteranno. Partiamo da alcune considerazioni basilari. magistratura italiana
Di fronte ai cosiddetti errori giudiziari, che poi spesso errori non sono, si tende a pensare che il giudice o il pm in questione siano persecutori sadici o peggio matti. È lo stesso errore commesso, in passato, nel considerare le SS hitleriane: si riduce la causa di un sistema sbagliato alla deviazione mentale individuale, anziché individuare il contesto, molto più ampio e articolato, che lo crea. magistratura italiana

Le persone hanno peculiarità e caratteri differenti, la cui gran parte, con le dovute eccezioni, si inserisce in una gamma variabile di normalità. Presentano però tratti comuni a seconda del contesto sociale e della situazione in cui si trovano, che per quel che riguarda i magistrati, è senz’altro di forte privilegio, detto privilegio reso ancora più granitico dall’essere sconosciuto ai più. Tutti infatti abbiamo sotto gli occhi ogni giorno lo stato di grazia della classe politica, o dei fortunati che individuiamo come personaggi pubblici, ma proprio la loro condizione di persone conosciute li rende controllabili. Invece, per quel che riguarda la magistratura italiana, ci troviamo di fronte a un potere incontrollabile perché nascosto: quello che succede all’interno dei tribunali è inaccessibile e i maneggi segreti restano chiusi negli uffici. magistratura italiana

Occorre tenere presente un dato basilare: salvo pochissime persone dotate di moralità fuori dal comune, chi si trova in una situazione di vantaggio ha tutto l’interesse ad attivarsi per conservarla. E i magistrati, di vantaggi, ne hanno tanti, che non basterebbe lo spazio a elencarli qui, basti pensare a ferie lunghissime, orari di lavoro ridotti e lauti stipendi. Per fare un esempio, prendiamo il caso della moglie di un giudice defunto che percepisce una pensione di reversibilità netta di € 7000, senza aver mai lavorato. magistratura italiana

Qui di seguito i tre punti principali che danneggiano la giustizia italiana e la rendono molte volte avversa ai cittadini comuni. magistratura italiana

1) CARRIERA
La carriera di un pm evolve in base alle azioni compiute, indipendentemente dal fatto che portino a una soluzione corretta del caso. Il magistrato verrà promosso e salirà di livello a seconda di quante azioni penali eserciterà, tra cui richieste di custodia cautelare, indagini accusatorie, appelli contrari alle assoluzioni. Quindi, anche sapendo di essere in errore, non è conveniente fermare un procedimento, ma occorre mettere in atto tante più azioni possibili, utilizzando tutti i cavilli. Allo stesso modo i giudici dovranno accordarsi preventivamente in modo da ottenere un certo numero bilanciato di assoluzioni e condanne, di modo da dimostrare l’efficacia del sistema. Tali accordi vengono presi spesso a prescindere dal dibattimento, di modo da portarsi avanti col lavoro. magistratura italiana

 

2) NON PUNIBILITA’
Questo aspetto è collegabile direttamente al primo: un magistrato porta avanti la propria carriera senza temere conseguenze in caso di errore. Difatti contano le azioni esercitate e non che queste siano giuste o sbagliate. Cosa che non avviene assolutamente per altre categorie di professionisti, pensiamo ai medici, che oltretutto devono detrarre dai loro stipendi una quota assicurativa consistente che serve a coprire eventuali spese legali per responsabilità in caso di danni ai pazienti. Eppure, la salute è questione ben più insidiosa e difficile dell’applicazione delle leggi. magistratura italiana

3) DISCREZIONALITA’
Troppo margine di valutazione soggettiva è concesso ai giudici nell’emettere una sentenza, che per essere equa dovrebbe tassativamente basarsi su dati oggettivi, identici per tutti. Invece frequenti sono i casi di valutazioni personali dell’accusato, sulla base della simpatia, del carattere, o anche dell’ umore del momento del magistrato. Esempio: un giudice che si trova in una condizione di maggiore serenità perché sta per andare in ferie, convalida molti meno arresti; se le ferie sono lontane i casi di custodia cautelare in carcere aumentano. magistratura italiana

Nonostante ciò, si continua ancora a considerare le sentenze come rispettabili e la Cassazione come la Bibbia. Ma non è stupidità, è il bisogno di tutti noi di aggrapparsi a qualcosa che ci dia certezze. Abbiamo bisogno di sentirci sicuri, tutelati, e se crollano i pilastri abbiamo paura, preferiamo rifiutare la realtà. Questo però va a discapito di tanta gente che si ritrova con la vita rovinata a causa di un potere troppo poco controllato. Attenzione, perché non si tratta di criminali: questi sul lastrico non ci finiranno mai, poiché comunque i proventi del crimine, nonché gli associati, li tuteleranno; si parla di gente comune, quelli a cui tocca alzarsi per lavorare e pagare le tasse. magistratura italiana

Soluzioni possibili, ce ne sarebbero di efficaci solo con un tabula rasa, riformando da zero. Intanto, l’unica azione utile sarebbe l’istituzione di un organo di controllo serio e pressante, che vada a limitare il potere della magistratura, poiché ricordiamoci che tanto più la società è civile, quanto più è impedito ad alcuni individui la salita senza freni e l’arbitrio incontrollato sulle vite altrui. Il controllo può essere operato efficacemente anche dal basso, informandosi e segnalando, soprattutto, imparando un buon uso del web, che nei giusti modi è uno strumento fortissimo. magistratura italiana
Elisa Rolfo

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